MERZARIO F1 CARS: A3 page 1/3

MERZARIO F1 CARS
Una scuderia italiana in Formula Uno - 1978/1979

Le vetture MERZARIO da F1: La A3

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Parte Prima: il progetto e la realizzazione

La MERZARIO A3 realizzata nell’officina di Carate Brianza (Milano) sarà iscritta a cinque gran premi di Formula Uno del Mondiale 1979, qualificandosi solo una volta. E’ stata la prima vera wind-car della factory Merzario;  le precedenti monoposto  A1 e A2, discendevano dal concetto telaistico precedente alla Lotus 78 e  pur con le sostanziali  modifiche apportate erano sempre delle vetture ‘tradizionali’ ricondizionate per poter sfruttare l’effetto suolo. 


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Il team riponeva molte speranze sula A3: la monoposto era la prima progettata e totalmente costruita dalla factory italiana e ciò conferiva finalmentedefinitivamente lo status di ‘costruttore’ a Merzario, visto che per la stampa e per l’immaginario collettivo le monoposto A1 e A2 erano considerate delle derivate della March 761B-02 utilizzata dal team nel 1977. 


La A3 è stata la prima vera wind-car della factory Merzario; le precedenti monoposto A1B e A2, discendevano dal concetto telaistico precedente alla innovativa Lotus 78 e  pur con le sostanziali  modifiche apportate erano delle vetture ‘tradizionali’ ricondizionate per cercare di ottenere l’effetto suolo. 

Alla progettazione della nuova monoposto, partecipa inizialmente l’ing. Giorgio Valentini, come AUTOSPRINT riporta in una breve intervista. La monoposto che l’ing. Valentini propose a Merzario conteneva soluzioni troppo spinte che avrebbero dovuto essere a lungo testate in pista, ed era un lusso che Merzario non poteva permettersi per il limitato budget che il team disponeva.

Di conseguenza fu deciso che la nuova A3 seguisse un percorso più tradizionale e, almeno in teoria, affidabile.


L’ing. Valentini prese le distanze dalla realizzazione della A3: a conferma di ciò, nella sua monografia ‘Giorgio Valentini – progettista indipendente eclettico e innovativo‘ edita nel 2010 dall’Associazionedalla Associazione Italiana per la Storia dell’Automobile, non menziona unalcun suo contributo nella ideazione della A3, limitandosi anzi a riportare uno scarno e generico commento ‘Consulenza per la messa a punto della monoposto F1 per il Team Merzario’ nell’elenco delle sue attività professionali svolte nel 1978. 

www.aisastoryauto.it/wp-content/uploads/2015/02/Aisa-91.pdf

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La progettazione finale si avvalse allora della collaborazione dell’ecclettico Simon Hadfield, meccanico e consulente del Team Merzario che aveva già lavorato per l’ATS e in quel teamviteam vi ritornerà nel 1980, dopo ‘il diversivo’ italiano.


http://www.motorsportmagazine.com/archive/article/february-2014/110/past-master

La nuova vettura sposò in pieno i canoni progettuali di una wind-car del 1979:  posto di guida avanzato, serbatoio centrale alle spalle del pilota, larghe fiancate con i profili alari interni, radiatori concentrati nella parte anteriore delle fiancate, minigonne per sigillare i profili e ottenere il cosiddetto  ‘ground effecteffect’, uscita degli scarichi concentrati al centro del posteriore della vettura.

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Concetti progettuali in apparenza semplici, ma oltre ad essere comuni a tutti i team della stagione 1979, la loro corretta applicazione la si poteva ottenere solo dopo ore di galleria del vento o numerosi test in pista.


Nessuna di quelle due possibilità erano compatibili con le risorse economiche a disposizione del team MERZARIO, che dovette realizzare la nuova vettura cercando prima di interpretare sulla carta le innovative soluzioni della Lotus 78 e poi  d’intuire i segreti della Ligier JS11 inaspettatamente vincente nei primi gran premi della stagione 1979, non a caso perfezionata presso la galleria del vento ‘Eiffel’ di Parigi di Charles Deutsch.



Il confronto con la vettura la MERZARIO A3 e la Ligier JS 11 di Patrick Depalier riprese sul circuito di Long Beach evidenzia come la loro progettazione seguisse la medesima filosofia costruttiva: fiancate con posizionamento dei radiatori simili, carenatura del serbatoio posto alle spalle del pilota che lascia scoperto il propulsore, stesso attacco del motore con il telaio, stesse pinne aerodinamiche delle fiancate. 

Vetture apparentemente simili, eppure tra le due monoposto ci fu un abisso prestazionale: la Ligier JS11 vincerà tre gran premi mentre la Merzario A3 lotterà per qualificarsi nei cinque gran premi a cui è stata iscritta.

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La Scheda Tecniche della MERZARIO A3 è la seguente:


Denominazione: MERZARIO A3

Progettazione: Giorgio Valentini, Arturo Merzario, Simon Hadfield , Gianfranco Palazzoli, Giorgio Valentinetti

Piloti: Arturo Merzario, Gianfranco Brancatelli

Motore: Ford Cosworth DFV V8 a 90° cilindrata 2993 cc, Potenza 480 HP a 11.000 giri

Cambio: Hewland FGA 400 – 6 velocità

Telaio: Monoscocca

Peso: 625 kg

Sospensioni: Bilancere superiore (anteriore) / Triangolo inferiore (Posteriore)

Ammortizzatori: Koni

Freni: Lockeed

Lunghezza: 2420 mm

Larghezza anteriore: 1530 mm

Larghezza posteriore: 1570 mm

Pneumatici: Goodyear

Sponsor: Marlboro, Flor Bath, Rete Gamma, Furniture Bernini, Rodacciai, Masini Sementi (a Long Beach) 

Sponsor tecnici: Magneti Marelli, Champion, Miki, Sio


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Sempre per il costo proibitivo, nella costruzione del telaio non fu possibile utilizzare materiali leggeri di tipo aeronautico, ottenendo alla fine una vettura pesante (circa 30 chilogrammi in più rispetto al telaio della A1).

Anche la realizzazione della vettura certo non era raffinata: i ribattini sono a vista sul serbatoio e su tutte le giunzioni di telaio e delle sospensioni e tradiscono una qualità progettuale non eccelsa e tecnologie costruttive inferiori a quelle degli avversari. 

Originale la profilatura aerodinamica della carrozzeria: spigolosa e a spigoli vivi, in controtendenza rispetto alle soluzioni morbide e sinuose scelte sia dagli avversari e sia delle stesse MERZARIO precedenti.

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