MERZARIO F1 CARS: A2 page

MERZARIO F1 CARS
Una scuderia italiana in Formula Uno - 1978/1979

Le vetture MERZARIO da F1: La A2

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Arturo Merzario nelle sue recenti interviste quando parla della sua A2 quasi si schernisce raccontando che in realtà era la A1 rinominata. Il nuovo nome era stato preteso da Bernie Ecclestone che desiderava vantare già dal GP d'Argentina una corposa partecipazione di vetture nuove al Campionato mondiale del 1979. 

In parte era così, ma sembra un po' riduttivo presentare la A2 come semplice evoluzione della A1 del 1978. Oltretutto, il telaio utilizzato era quello della A1-02 che aveva debuttano nel Gran Premio d’Austria, monoposto  già evoluta dalla A1 presentata alla Festa Caschi d’oro del dicembre 1977.

 

 

La MERZARIO A2 che si qualificò al primo gran premio del mondiale 1979 era un'altra vettura rispetto a quella che aveva corso su quel circuito dodici mesi prima, e meritava la nuova denominazione, anzi numerazione.

Infatti, rispetto alla A1del 1978 presentava un grosso step di evoluzione che la trasformavano da vettura convenzionale in wind-car.

 

Nei mesi invernali del 1978, la vettura era stata modificata dall’ing. Giorgio Valentini che nella sua breve collaborazione con il team milanese lavorava principalmente per la nuova vettura della stagione 1979, ovvero la wind-car A3.

Ma la realizzazione della nuova monoposto ad effetto suolo era in ritardo e, preso atto della impossibilità di schierarla nella primissima parte della stagione che iniziava a fine gennaio 1979, il team Merzario decise di intervenire radicalmente sulla A1-02 e creare la A2.

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Molte furono le modifiche apportate alla A1-02 per la sua conversione in vettura ad effetto suolo, ovvero in una vettura 'wind-car'  stile Lotus 78. Tra le più importanti, lo spostamento dei radiatori d'olio  e l’innalzamento del pacchetto dei tubi di scarico del DFV Cosworth all’esterno del corpo vettura: ciò consentì di poter sagomare gli interni delle fiancate e inserire i profili 'effetto venturi' e infine sigillarli  con le minigonne laterali. 

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A completare la trasformazione, anche la carenatura del motore fu cambiata : via le due prese laterali ‘naca’ di aspirazione del Cosworth che caratterizzavano la A1 e la A1-02 (e dunque ristretta la sezione laterale per meglio indirizzare l'aria verso l'alettone), abbassata la profilatura superiore per lasciare i tromboncini a vista, soluzione che sarà mantenuta per la successiva A3 e per la seconda versione della A4.

 

In altre parole della carrozzeria della A1-B rimase solo la carenatura frontale dell’abitacolo: tutto il resto erano sagomature nuove.

 

Lo schema delle sospensioni anteriori non fu possibile modificarlo e tradivano una concezione oramai obsoleta ovvero quella del doppio triangolo anteriore sovrapposto con ammortizzatore a molla da comprimere posizionato ancora all'esterno della scocca.

 

Posizione non ideale per i flussi d’aria che dovevano essere incanalati verso le fiancate per ottenere il massimo effetto suolo. Nella A3, infatti, furono inseriti dentro la scocca, ma in quel momento non era una soluzione tecnica da poter apportare alla A2.

 

La MERZARIO A2 corse solo per tre gare (Argentina, Brasile e Sud Africa - al GP USA West era la vettura di riserva -) eppure già alla terza e teoricamente ultima sua gara ebbe un aggiornamento aerodinamico importante (spostamento radiatori, supporti alettoni, profilatura effetto Venturi) e una nuova sospensione posteriore.

Molto si può criticare al piccolo team italiano, ma certo non gli si può rimproverare la mancanza d'impegno nella volontà di migliorare il mezzo a disposizione. Tale determinazione, seppur con sconfortanti risultati agonistici, sarà mantenuta durante tutto il campionato, prima con la realizzazione della A3, e poi con la messa in pista di due versioni differenti della KAUHSEN WK01 rinominate A4, di cui una modificata con la collaborazione  dell'ing.Dallara.  

La A2 aveva un aspetto molto più moderno rispetto alla A1 che aveva una sagomatura tondeggiante ma decisamente ingombrante e un pò grossolana. La cura dell'ing. Valentini era stata ben indirizzata: la MERZARIO dell'inizio campionato 1979 era slanciata e affusolata e con le fiancate da wind-car non sfigurava rispetto alle altre monoposto della Formula Uno del 1979.  

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Nuova stagione e terzo cambio di livrea per il Team Merzario: dal rosso di appena dodici mesi prima, al nero con filetti verdi di gran parte del mondiale 1978 fino alla nuova colorazione giallo-nera della stagione 1979. I due sponsor principali  dettano la colorazione delle MERZARIO del 1979: il giallo della RETE GAMMA e il nero della FLOR BATH.

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Oltre ai due sponsor principali, confermati per tutta la stagione 1979 anche le sponsorizzazioni della Marlboro, di Bernini Furniture e della Champhion. Gli altri due importanti sponsor del 1978 appariranno in maniera saltuaria sulle vetture del team MERZARO. La  sponsorizzazione della MASINI SEMENTI sarà presente nella trasferta di Long Beach, sia sulla A3 capace di qualificarsi e sulla A2 che correrrà il gran premio.

 

La MERZARIO A2 cambierà il colore del numero di gara dipinto sulla carenatura dell’abitacolo: nei due gran premi sudamericani il 24 sarà di color bianco mentre nei due gran premi successivi (e per tutta la stagione sulla A3 e A4) sarà colorato con un più visibile color nero.

La MERZARIO A2 sarà iscritta come vettura ufficiale del team nei primi tre Gran Premi del 1979, ovvero Argentina, Brasile e Sud Africa. Portata come muletto a Longh Beach per il Gran Premio USA West, sarà poi schierata alla partenza del Gran Premio in sostituzione dell'acerba A3, che si era qualificata. Sul circuito stradale di Long Beach la A2 correrà per una dozzina di giri prima di fermarsi con il Cosworth in crisi.  Sarà l'ultima partenza di una MERZARIO in un Gran Premio di titolarità mondiale. 

 

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La Scheda Tecnica della MERZARIO A2 

 

- Denominazione: MERZARIO A2

- Numero gara: 24 (1)

- Progettazione: Arturo Merzario, ing. Giorgio Valentini

- Pilota: Arturo Merzario

- Motore: Ford Cosworth DFV V8 a 90° Serie 77, aspirato, cilindrata 2993 cc, Potenza 475 CV a 10.800 giri

- Cambio: Hewland FGA 400 – 6 velocità

- Telaio: Monoscocca in pannelli d’alluminio e centine in titanio

- Numero Telaio:02

- Realizzazione telaio: Factory Merzario

- Peso: 595 kg

- Serbatoi: 3 serbatoi Pirelli di sicurezza con capacità complessiva di 190 litri

- Sospensioni: doppio triangolo sovrapposto con gruppo molla-ammortizzatore esterno (anteriore) / a bracci paralleli inferiori e biella superiore (posteriore)

- Ammortizzatori: Koni

- Cerchi: Speedline componibili: anteriore 13” per 9,5”; posteriori 13” per 18”

- Copertoni: Goodyear

- Freni: Lockeed – anteriori esterni a doppio caliper; posteriori interni a un solo caliper

- Lunghezza: 2420 mm

- Larghezza anteriore: 1530 mm

- Larghezza posteriore: 1570 mm

- Sponsor: Marlboro, Rete Gamma,  Flor Bath, Furniture Bernini, Masini Sementi 

- Sponsor tecnici: Magneti Marelli, Champion, Koni, Miki

 

   (1) sul copkit, numero bianco in Argentina e in Brasile, nero in Sud Africa e USA WEST

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